Creare comunità favorendo le relazioni

Sviluppare le energie positive di un quartiere

comunità
Si parla spesso di senso di comunità. E altrettanto spesso, nei quartieri delle nostre città, questo senso di comunità si perde. Ma come si può generare? Sfruttando le risorse e le energie presenti. Su questo si sono concentrare due studentesse, Chiara Panciroli e Giulia Notari, in un progetto di stage che ha coinvolto la città di Reggio Emilia. L'esperienza sarà raccontata al Convegno Erickson "Comunità è partecipazione" in programma a Trento il 26 e 27 maggio.

Questo condominio era un inferno

Mediare attraverso il lavoro di comunità

ottimismo
Un piccolo paese in Lombardia. Otto famiglie in un condominio. Cinque italiane e tre di origine marocchina. La convivenza non è facile. Così viene messo in atto un progetto di mediazione sociale. Coinvolgendo i diretti interessati. Che si impegnano e trovano il modo per porre fine a litigiosità e conflitti. L’esperienza sarà raccontata al Convegno Erickson “Comunità è partecipazione” in programma a Trento il 26 e 27 maggio 2017.

Il lavoro sociale fa bene a chi lo pratica

Non solo burnout: porta soddisfazione e capacità resilienti

interculturale
Uno studio condotto con studenti di servizio sociale e operatori sociali mostra come studiare servizio sociale e praticare lavoro sociale siano attività che promuovono un’associazione positiva tra personalità e resilienza. L’importanza di questa ricerca risiede nel dimostrare che il lavoro sociale non porta soltanto a conseguenze negative in termini di stress e burnout, ma anche a soddisfazione per il proprio lavoro e capacità resilienti di fronte alle difficoltà.

Bauman e il welfare «assediato»

Una riflessione sui servizi sociali e sulle professioni d’aiuto

bauman e il welfare
Il grande pensatore polacco, morto a Leeds il 9 gennaio scorso, nel libro Homo consumens affronta il tema del welfare state, affermando che «all’inizio, era finanche «eccessivo». Attualmente, tuttavia, sono il risentimento verso le istituzioni del welfare e il suo graduale smantellamento a risultare, parimenti, «eccessivi»».

Come dare una cattiva notizia

La comunicazione tra assistenti sociali ospedalieri

cattiva notizia
Comunicare non significa semplicemente condivisione d’informazioni, ma anche saper ascoltare ciò che pensano i pazienti e i loro familiari, comprendendo rischi e benefici. La mancanza di abilità di comunicazione per discutere informazioni circa la malattia, la prognosi, gli effetti del trattamento, o di altri tipi di informazioni che possono influire sulle aspettative per il futuro del paziente, può compromettere il trattamento e l’obiettivo della cura.

Le competenze culturali degli operatori sociali

Una riflessione orientata alla giustizia sociale

competenze culturali
Come formare i futuri operatori? Quel che è certo è che le competenze culturali non si formano solo attraverso la conoscenza di una cultura specifica, ma aiutando l’operatore a sviluppare flessibilità di pensiero (anche su di sé) e di comportamento, affinché impari ad adattare le competenze professionali e gli stili di lavoro ai valori, alle aspettative e alle preferenze di ogni singola persona con cui si entra in contatto.
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