Incontrare coraggio lavorando nel sociale

Saperlo riconoscere e valorizzare nel lavoro quotidiano

coraggio
Gli operatori devono avere la capacità di raggiungere l’altro dove è, domandando permesso perché entrano in casa d’altri. Devono scoprire anche il proprio coraggio di stare insieme agli altri, uscendo da una posizione di superiorità e contaminare i coraggi, per fare nascere un progetto.

Non alzare muri, ma costruire ponti

Una sfida per chi lavora con le persone

costruire ponti
Il lavoro sociale è costruire ponti. I muri possono essere simboli di divisione e assumono, nel paesaggio, l’aspetto triste del respingimento. I ponti possono essere simboli di incontro e scambio. Devono essere belli. Collocarsi nel paesaggio senza ferirlo. Le competenze tecniche devono tenerne conto, senza sfoggio di soluzioni avveniristiche.

Essere genitori migranti

Il doppio apprendimento di “madri” e “cittadine”

genitori migranti
Il ruolo genitoriale è un oggetto di studio difficile da delimitare, è un concetto complicato da definire soprattutto a livello relazionale. Un lavoro difficile e impegnativo, tanto più per le persone migranti che si trovano ad affrontare le fatiche della genitorialità in una società nuova e diversa da quella d’origine. Uno studio indaga su questo aspetto…

Storie di anziani migranti

Tra cultura d’origine e dignità della cura

anziani migranti
Nel Regno Unito è stata realizzata una ricerca per capire quanto etnia e cultura d’origine, genere e livello d’integrazione influenzino le aspettative di assistenza. E quanto, per queste persone, sia importante il coinvolgimento familiare nelle cure. Con risultati significativi.

Le mutilazioni genitali femminili

La costruzione di un approccio metodologico per operatori sociali e sanitari

speranza
L'AUSL della Romagna, ambito di Forlì, ha effettuato un percoso di formazione al personale sanitario sul tema delle mutilazioni genitali femminili, sulla base di un'analisi del fenomeno nel proprio territorio, l'incontro diretto con le donne e la revisione dei percorsi assistenziali in merito alle necessità emerse. Il team di progetto era composto da Licia Massa, Responsabile Salute Donna di Forlì, Sara Casati, bioeticista, Patrizia Grementieri, Responsabile gestione del Rischio di Forlì e Mariachiara Cipoletti, educatrice e dottoressa in scienze politiche e sociali per le famiglie i minori e le comunità (autrice di questo articolo).
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