Se il volontariato deve fare spettacolo

Come cambia l’aiuto nella società dell’immagine

volontariato
Creare personaggi mediatici. Che possano commuovere. E quindi portare la gente a donare. Ma queste commozioni possono creare davvero un tessuto solido di aiuto? Andrea Canevaro sostiene che l’aiuto che funziona, nel lungo periodo, è quello che si lega alla massima di Ho Chi Minh: “Non ti regalo un pesce, ma ti insegno a pescare”.

Mediazione culturale con i migranti

Come favorire una comprensione reciproca

migranti
La persona immigrata porta con sé non solo una diversa lingua, ma un intero mondo di vissuti e sentimenti, prospettive e progettualità. Un mondo che gli operatori sociali devono saper valorizzare a partire dal presupposto che le persone immigrate possono essere “agenti di sviluppo”.

Cosa ci resta dell’eredità di Basaglia?

Quarant’anni dopo la prima legge che ha sancito la chiusura dei manicomi

basaglia
Un’eredità importante, quella di Basaglia. Che a volte tradiamo quando – riflette Fabio Folgheraiter, docente di Metodologia del Lavoro Sociale all’Università Cattolica di Milano - «rispondiamo alle esigenze dei pazienti e delle famiglie con la apparente scorciatoia della “reclusione” e del controllo, quando cioè neghiamo il valore della cura territoriale e cerchiamo di ricreare in piccolo dei manicomi nelle strutture residenziali».

Quanti sono gli operatori sociali?

Dipende da chi intendiamo e da quello che sappiamo vedere

operatori sociali
Non si offendano gli operatori sociali “titolati”. Ma ci sono anche tanti operatori sociali “in incognito”. Vendono il giornale, fanno il caffè… E possono essere di grande aiuto per certe persone. La loro lezione è preziosa perché hanno imparato a bussare nel modo giusto per farsi aprire.

Chiedere aiuto per dire basta alla violenza

A chi può rivolgersi una donna vittima di violenza

violenza donne
Cinque assistenti sociali raccontano una storia, ispirata a fatti realmente accaduti. Dopo le domande e i timori iniziali, la sensazione di sentirsi accolta e capita. E la consapevolezza che è possibile ricostruire una vita. Felice. Senza violenza.

Torna il care leavers day

Sabato 19 maggio si celebra in tutta Italia

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Un’iniziativa importante per riflettere su quei ragazzi che, solitamente perché divenuti maggiorenni, lasciano una comunità o un affido. Un momento delicato verso l’autonomia. Che a volte è preso poco in considerazione.

La poesia negli anziani disorientati

Accettare ciò che la persona sta vivendo, al di là della realtà

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Quando le competenze cognitive cominciano a declinare in maniera significativa, gli anziani confusi si esprimono in molti modi differenti. La relazione permane, è il linguaggio che cambia: mutacismo, insalata di parole, ripetitività, ci sono le espressioni che ci lasciano stupiti per coerenza e c’è anche una modalità che possiamo definire poetica. Di quest’ultima è incredibile la forza emotiva che possiede.

Storie di vita e persone affette da demenza.

Come utilizzare e implementare questo strumento nella quotidianità del lavoro di cura

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Una ricerca di presentata sulla rivista Dementia, The international journal of social research and practice, ha posto l’attenzione sull’utilizzo della storia di vita come strumento per gli operatori che lavorano all’interno di strutture residenziali per anziani e che nello specifico si relazionano con persone affette da demenza. Lo scopo dello studio qualitativo, basato sulla Grounded Theory e condotto in Germania all’interno di sette strutture residenziali, è stato di indagare le conoscenze degli operatori rispetto questo strumento, le loro opinioni e l’utilizzo che ne fanno durante il loro lavoro con gli anziani.

Imparare da Mandela

Saper essere vincenti imparando dalle sconfitte

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Un operatore sociale, come ad esempio un educatore socio-pedagogico, può incontrare sconfitte nel suo lavoro. È altamente improbabile che non ne incontri. Se non assume l’atteggiamento di Mandela, convinto di vincere anche nelle sconfitte, perché questo gli permetteva di imparare, attribuirà le sconfitte agli altri. E così facendo non imparerà niente.

Incontrare coraggio lavorando nel sociale

Saperlo riconoscere e valorizzare nel lavoro quotidiano

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Gli operatori devono avere la capacità di raggiungere l’altro dove è, domandando permesso perché entrano in casa d’altri. Devono scoprire anche il proprio coraggio di stare insieme agli altri, uscendo da una posizione di superiorità e contaminare i coraggi, per fare nascere un progetto.
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