Riflettere non è un lusso. Quali spazi di pensiero per gli operatori sociali?

Neil Thompson

Dopo avere evidenziato la necessità di superare i limiti dell’approccio managerialista al lavoro sociale, l’articolo esamina l’importanza di sviluppare una pratica criticamente riflessiva, che consenta agli operatori sociali di connettere il loro operato alle conoscenze professionali, alle abilità e ai valori necessari per conferire la giusta attenzione alla responsabilità professionale. Thompson e Thompson (2008) propongono una riflessività critica ad ampio raggio, non accettando la situazione come appare a prima vista, per cogliere gli assunti e i ragionamenti che influenzano il modo in cui essa viene percepita (sguardo in profondità) e collocare gli avvenimenti in un più ampio contesto sociale (sguardo ad ampio raggio). Questo approccio permette di riaffermare il ruolo degli operatori sociali come professionisti al servizio delle persone.


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