Costruire dentro e fuori. L’azione sociale come recupero nelle dipendenze

Emma A. Viviani

Il progetto, sulla basemichelucciana di città come «cantiere sociale» (Michelucci, 2002), muove dall’idea di creare nuove forme urbane che nascono dalle relazioni sociali, attraverso l’interpretazione dei semplici meccanismi di vita quotidiana delle persone. Lo spazio diviene agito e vissuto solo in relazione a chi lo frequenta. Pertanto alla base del nostro lavoro vi è la necessità di costruire relazioni significative nel quartiere e nel gruppo. È da queste relazioni, attraverso un lavoro autogestito, che nascono le idee per proseguire nella realizzazione del parco.L’autoprogettazione e l’autocostruzione divengono cardini su cui impiantare esperienze di lavoro sociale sul territorio. Il parco diviene il teatro, lo scenario attraverso il quale sono possibili varie rappresentazioni di vita. L’area diviene rivelatrice di problematiche e insieme propulsore di energie per affrontarle. La zona è frequentata da molti giovani a rischio e il lavoro di autocostruzione potrebbe rappresentare un momento formativo e preventivo per i ragazzi che girovagano nel quartiere e dimostrano rabbia e malcontento per la propria situazione esistenziale. […]


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