Il sociale della psichiatria. Quale partecipazione?

Fabio Folgheraiter

La partecipazione è un’idea attorno alla quale è possibile rilanciare e potenziare l’umanità e la razionalità dei malati mentali, contrastando le dinamiche disumanizzanti che agiscono ancora dentro molte istituzioni socio-sanitarie convenzionali, anche se non si tratta più di «istituzioni totali». Parlare di partecipazione, però, richiede una adeguata attrezzatura concettuale. Per un servizio istituzionale, «partecipazione» vuol dire «aprirsi a estranei», fare accedere alla gestione persone che non sono incardinate nel servizio stesso: è possibile fare ciò? Quali rischi e quali vantaggi ci si può aspettare, soprattutto nel clima attuale del managerialismo liberista, il quale, a parte la retorica sulla libertà di scelta dei consumatori, va in direzione contraria alla partecipazione, ossia verso una proceduralizzazione sempre più stretta?


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