Una corda sospetta: reti per prevenire il suicidio. Integrazione relazionale tra “sociale” e “sanitario”

Maria Luisa Raineri

L’analisi di caso che segue riguarda una vicenda reale, così come ci è stata sinteticamente riferita dal medico psichiatra coinvolto nella situazione. Un’assistente domiciliare segue un’anziana da qualche mese. Si accorge che è un po’ depressa e ne parla nel coordinamento. L’assistente sociale la incoraggia a tenere d’occhio la situazione. Nota che l’anziana è spesso in soffitta, con una scusa la segue e si accorge che sta trafficando con una corda. Ne parla con alcuni colleghi informalmente e poi ancora con l’assistente sociale. Assieme decidono che è il caso di contattare la psichiatria. L’assistente domiciliare si incarica di telefonare ad un operatore del servizio psichiatrico, suo amico, il quale ritiene che sia opportuno parlarne con lo psichiatra. Questi decide che è il caso di controllare. Una visita domiciliare conferma un certo rischio di suicidio. L’assistente sociale di base, l’assistente domiciliare, lo psichiatra e il suo collaboratore si incontrano e discutono una strategia di controllo morbido ma continuativo. Decidono di contattare una parente e con lei studiano come procedere in questo senso.


Full text (PDF)

×