La pratica della riflessività nelle professioni di aiuto. Riflettere su come ragioniamo i casi

Carolyn Taylor, Susan White

Questo articolo sostiene che l’enfasi attribuita oggi nel lavoro sociale al metodo ipotetico-deduttivo, basato sul riferimento razionale e lineare a conoscenze ed evidenze certe, si rivela inadeguata a cogliere la complessità della pratica professionale degli operatori. Questa infatti è intrisa della «dimensione tacita», di emozioni e giudizi morali, ed è costruita sulla base delle versioni soggettive relative agli eventi. Le autrici invitano a tenere conto di come il linguaggio che gli operatori usano «crea» gli eventi che essi stessi devono valutare e affermano l’importanza di un approccio riflessivo per riconoscere i modi in cui le situazioni degli utenti vengono rappresentate.


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