Voci poco familiari

Francesca FalconeDOI: 10.14605/LS84

Questo articolo descrive e discute degli apprendimenti e delle criticità del processo di programmazione sociale. Dentro una visione tradizionale, che ancora tende a considerare la programmazione come un atto assoluto e uni(vo)co, la sperimentazione di un metodo inclusivo, democratico ed empowerizzante, informata dalla ricerca azione, ha permesso di assumere un approccio processuale il cui punto focale si è spostato sulla definizione condivisa dei problemi e delle opportunità e sulla co-costruzione dei significati e delle azioni di cambiamento. Questo passaggio verso un livello «generativo», seppure caratterizzato da tensioni e criticità, ha consentito spazi di sperimentazione e di costruzione di rapporti (inter)professionali e (inter)organizzativi basati sullo scambio di saperi ed esperienze per la co-produzione di decisioni di cambiamento che riguardano non solo il modo di produrre i servizi, ma soprattutto il modo di pensarli e progettarli.


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