La sfida delle seconde generazioni per il lavoro sociale

Kainat SarwarDOI: 10.14605/LS77

A partire dalla constatazione che nell’ultimo decennio l’incremento dei flussi migratori e il consolidamento dei processi di stabilizzazione stanno determinando anche in Italia una trasformazione delle immigrazioni per lavoro in immigrazioni di popolamento, l’articolo si propone di mettere in rilievo l’emergere di una nuova categoria sociale che la riflessione sociologica ha definito «seconde generazioni». L’intento del lavoro consiste nell’esplorare brevemente la fenomenologia delle seconde generazioni, esplorando in particolare la costruzione della loro identità tra fatiche, sfide e disagi che coinvolgono la sfera personale relativa alla ricerca della propria identità individuale, ma che non possono prescindere dalla dimensione familiare e sociale all’interno della quale essa si sviluppa. Infatti, a seconda di come i diversi contesti sociali riescono a interagire tra loro, queste generazioni figlie dell’immigrazione possono esperire la propria condizione come una doppia assenza o come appartenenza multipla. In relazione alla questione dell’ibridità identitaria e della pluralità culturale, si pone il tema della cittadinanza come istituto giuridico-istituzionale che non solo riconosce diritti civili, sociali e politici, ma costituisce anche il luogo in cui si gioca il riconoscimento identitario. L’articolo si chiude accennando alle sfide e alle opportunità che le seconde generazioni aprono agli operatori del lavoro sociale.


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